12 Gen

Questa rosa per quanto non sia uno dei miei decori migliori ha un fascino particolare che nella foto non rende.È dipinta in una volta a cupola tipica delle costruzioni arabe. Si riferisce infatti ad un periodo passato in Tunisia per il restyling di un intero resort sul mare. Dipingere nelle cupole non è particolarmente difficile, anche perchè il “premio” del risultato finale ripaga di tutte le fatiche. Si potrebbe chiamare uno dei primi effetti “stereoscopici” o “3D”. In quanto muovendosi, l’aspetto della decorazione, e quindi della rosa, cambia rendendola anamorfica alla vista. Questo accentua il suo fascino in modo molto particolare. Perciò alla fine decisi di mettere un fondo nero. Perchè a guardarla potesse sembrare ancora più sospesa.

Il mio soggiorno a Monastir nel resort fu un delirio. Dal proprietario della ferramenta che continuamente mi chiedeva numeri di maghi italiani per poter far resuscitare dalle acque di un lago un forziere d’oro, ai barman tunisini che vedendomi abbastanza “pratico” in disegno mi chiedevano tatuaggi con la penna biro. Passavo ore a dirgli che con la penna il tatuaggio non sarebbe rimasto. E ogni mattina seguente venivano a lamentarsi che era sparito dopo una doccia…..e non potevo neppure fargli la battuta “….te l’avevo detto! Che parlo arabo io?”….

….l’illusione di spostarsi per “diffondere arte” è una grande cagata! Magari fosse così. Di sicuro per molti lo è. Ma ho sempre deciso di spostarmi per “acquisire” arte più che diffondere. Nelle culture diverse dalla mia ho sempre trovato energie nuove. Così come da un singolo viaggio in treno tra i tanti che faccio anche solo dentro la mia regione. Spostarsi è fondamentale per me. Sono convinto che spostarsi accresca l’elasticità mentale ma anche quella professionale. Ho sempre avuto questa abitudine e ho l’intenzione di continuare….

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