Sempre più spesso mi chiedono del “web marketing” senza avere bene in mente cosa vuole dire. E sempre più spesso mi viene chiesto da genitori e clienti, persone con le quali, generalmente parlo lingue diverse. Ho pensato di dare il mio punto di vista a tutti e due. Cercando di parlare “due lingue” insieme. Questa è una bella cosa da fare. Parlare due o più linguaggi, “pensare” in due  modi diversi insieme ha molte formule didattiche al suo interno. Tutti dovrebbero parlare due lingue insieme. Non credete? apre a mente. Ad un “altro”. E qui mi fermo. Però fatelo, se ne avete la possibilità. Come esercizio.

Vi farvi un mio riassunto del Web Marketing Festival di Rimini. Lo vorrei dare ai genitori, ai clienti, ed ed agli amici, perchè vi assicuro che anche fra i ragazzi c’è molta curiosità. Una tre giorni full immersion sull’argomento. Dove trovare relatori ed esperti oltre a qualche ospite particolarmente specializzato. Uno dei pochi eventi sul tema nelle “vicinanze”. E ve lo assicuro è un evento. Organizzato bene. Ci sono una innumerevole lista di appuntamenti, anche per me che non sono un profondo conoscitore del settore. Ho avuto un invito a partecipare, quindi non posso fare un paragone personale se vale ciò che costa, valutatelo voi, vi informo comunque che a dicembre, per i tre giorni, si pagavano circa €99,00 euro. Ma nei giorni poco prima dell’evento il costo si aggirava sui € 800,00.

      

Quindi se volete un mio punto di vista, mettetevi comodi.

Innanzitutto cosa vuole dire Web Marketing. Come ormai opinione comune, vuole dire tutto e niente, come per molte cose ormai no? Unite il fatto che è solo questione di mode, anche in questo settore ed abbiamo chiuso il cerchio. La giornata si apre con Elio come presentatore ed un bellissimo pezzo musicale doppiato in video per i non udenti. Cominciamo dal social più “cliccato” per il marketing in questi momenti, Instagram. Innanzitutto se tua figlia o tua moglie vuole fare l’influencer le devi dire che, o è già una famosa di per se, e quindi lo diventa di diritto, oppure si deve procurare almeno 50.000 follower, che è il limite minimo richiesto dalle aziende di grosso calibro. Molto meglio la versione di D.C.C. Digital Content Creator. Va più di moda. Per intenderci meno follower, che poi magari viene fuori che non sono tutti veri, e più stile. Diciamo uno di voi con un modo tutto suo di vedere le cose. Chiaro è, che molti di voi già lo fanno, ma quello del quale sto parlando è qualcosa di più in linea con gli stili del momento. Considerare che ci sono già da tempo persone che vendono già il pacchetto avviato dell’account con migliaia di follower….comprati. Per gli e-commerce sono di tendenza degli overlayer piccoli e meno fastidiosi della classica schermata di “clicca e compra”. E una “buona” notizia, a parità di interesse abbiamo il 68% in più di persone che non legge. Si lo so che non è una novità, ma questo vuole dire che questo articolo non lo leggerà nessuno, sigh! Quello che può aiutare il CR (convertion rate) l’OR (order rate) e il CTR (click to rate)  sono piccole curiosità e aneddoti su quello che dovete vendere. La seconda giornata si apre con Cristina Chiabotto e gli Psycodrummer, un gruppo di Padova che riciclando bidoni e cinghie hanno fatto una performance veramente notevole.

Chiaramente nel Festival hanno spinto molto sulla sensibilizzazione all’ambiente e al pianeta nel senso più ampio. Un bellissimo intervento di Eleonora Cogo del Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, ha fatto un quadro abbastanza chiaro. Se si continua così, i ghiacci dei poli si scioglieranno definitivamente. E quando succederà, il livello del mare sarà più alto di sei metri. Quindi scordatevi di lasciare la casa del mare ai nipoti. Poi ci ha lasciato con un monito; siamo la prima generazione che si rende conto del disastro ecologico globale e siamo l’ultima che può fare qualcosa per risolverla

Se siete svegli ed intraprendenti consiglio il ruolo di stakeholder, diciamo una persona che con flessibilità e fantasia mescola commerciale ed esigenze creative. Ma fate attenzione, questa professione, e il vostro ruolo,  è strettamente legata a ciò che proponete. Quindi se va male…..vabbè avete capito, tutto e niente, come prima. Paolo Iabichino di Ogilvy&Mather Italiaè sempre un piacere ascoltarlo. Capo della cratività, ha fatto un quadro sulle false etiche delle aziende. Molto interessante. Ha avuto il coraggio di dire quello che molti pensano. Lo storytelling ha rotto i coglioni. Ma proprio come termine, figuriamoci poi come senso intrinseco. In poche parole siamo stufi di sentire false storie per raccontare falsi brand tutto nel nome dello storytelling. Sono pienamente in accordo. Sicuramente bisogna avere un “capitale narrativo” che però non è dato dalle mode del momento, o te lo crei seriamente, altrimenti ciao bel!

La responsabile di Microsoft, non mi è piaciuta molto. Non ha fatto altro che “spingere” sul marchio, e fare mera pubblicità, imposizione che hanno dato gli organizzatori ai relatori. Penso che in molti sappiano del flop di Microsoft nel creare un bot. Per intenderci una intelligenza artificiale (A.I.) non fisico, senza corpo da robot per intenderci, un algoritmo. Al quale aveva dato un account Twitter, il nome di Tay Tweets, ed una età di 19 anni. Tay Twetts, faceva tesoro di tutti i tweet del social, li elaborava e rispondeva in automatico senza controllo. Messa a confronto della rete Twitter, l’hanno dovuta ritirare immediatamente. Aveva cominciato ad insultare e ad elargire commenti razzisti a destra e a manca. Diciamo che si era conformata alla media. E’ andata meglio a Xiaoice, a lei hanno impostato una A.I. emotiva. Ed ora oltre a presentare un programma per bambini, viene chiamata anche come voice over in molte pubblicità. E chiaramente è diventata una celebrità. Se invece avete più velleità da youtubers, allora ci sono buone notizie all’orizzonte. YouTube ha avuto un pò di problemi gestionali negli ultimi tempi, ma ha preso una linea più “etica” della media. Ha imposto una visione di almeno 30 secondi di video per avere un numero in più sulle visualizzazioni, contro ai 5 secondi di FaceBook, fate un pò voi….in più ha consigliato vivamente di mettere nei tag anche le stesse parole del titolo. Sembra una cosa molto anni ’80, ma se lo dicono loro, fatelo. Il WATCH TIME è mooooolto importante. Cioè a che ora della giornata inserire il video in modo che venga visto da un maggior numero di persone. Detta così sembra di dover stare a seguire la fine di Amici per poi postare, ma è molto più semplice, scaricate Tube Buddy e ve lo dirà lui. Non quando finisce Amici, quando dovete caricare il video 😉 Ultimo ma non meno importante la differenza la fa se riuscite a mettervi nei “video correlati”. Visioni a manetta garantite ! Almeno dicono…..E condividere le iscrizioni. Sempre, non si “regalano” utenti agli altri, anzi! Se ne acquistano nuovi.

Compito a casa per i vostri figli Youtuber o per le vostre velleità da clippini video per il tubo, imparare Data Studio, un programma che vi permette di analizzare i video di YouTube e cominciare ad apprendere qualcosa di più tecnico. Il mio parere? Prendete le infradito ed andate al mare. Magari un coccodrillo dalle fogne di New York è arrivato fino in spiaggia da voi. Non vorrete mica perdervi la scena vero?

Rik

 

 

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